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Monitoraggio in continuo
RASSEGNA DELLA LETTERATURA

Continuous glucose monitoring in pregnant women with type 1 diabetes (CONCEPTT): a multicentre international randomised controlled trial

C. Molinari - UO Medicina Generale a Indirizzo Diabetologico ed Endocrino-Metabolico, Day Hospital Medicina Generale e Specialistica, Ambulatorio Diabetologia, Ospedale San Raffaele Milano, Università Vita-Salute San Raffaele Milano

La gravidanza nelle donne con diabete tipo 1 richiede un controllo glicemico ottimale per minimizzare rischi di outcome materno-fetali sfavorevoli.

Il lavoro presenta i risultati di uno studio randomizzato multicentrico in aperto, che valuta l’efficacia su controllo glicemico e outcome materno-fetali (secondari) dell’utilizzo di monitoraggio glicemico in continuo (continous glucose monitoring, CGM) fin dalla programmazione di gravidanza o dal primo trimestre, in pazienti con diabete tipo 1 in terapia insulinica intensiva (microinfusore o terapia iniettiva). L’uso del CGM è stato ben tollerato e utilizzato nella maggior parte dei casi per più del 75% del tempo in gravidanza, anche se si è associato a un maggior numero di contatti non programmati con il team diabetologico e sentimenti di frustrazione conseguenti a problemi di natura tecnica e a frequenti reazioni cutanee.

Il risultato più sorprendente dello studio è l’apparente assenza di vantaggio nell’avviare l’utilizzo del CGM in fase di programmazione di gravidanza, anche se l’analisi in questo caso è risultata meno potente per una significativa quota di pazienti con dati incompleti. I risultati invece della partecipazione di 215 donne arruolate al primo trimestre di gravidanza mostrano modesti ma statisticamente significativi miglioramenti in termini di HbA1c al terzo trimestre, minor tempo trascorso in ipo- e iperglicemia e maggiore in normoglicemia (time in target), e migliori outcome neonatali (minor incidenza di LGA, ipoglicemie neonatali, ammissioni in terapia intensiva). Tuttavia, la presenza ancora elevata di outcome sfavorevoli ci spinge a riflettere su altri aspetti nutrizionali e metabolici non direttamente “glucocentrici” o legati alla tecnologia utilizzata.

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