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Quando l’influencer fa bene alla salute

A. Boaretto - Founder & CEO Personalive

Sempre più individui sono interessati all’educazione alimentare e a uno stile di vita sano e, nel bene e nel male, i social media esercitano un’influenza grandissima. Tra la circolazione di voci infondate e di fake news, su queste piattaforme si nascondono anche fonti attendibili.

Notiamo, infatti, l’approdo dei cosiddetti “health influencer”, ovvero di figure che, forti di una professionalità specifica costruita offline, s’impegnano in un’attività di divulgazione scientifica tra stories e post. Un caso particolarmente interessante è quello dei professionisti della nutrizione su Instagram.

Inoltre, la popolarità dei social media ne fanno una piattaforma ideale per la diffusione di campagne di prevenzione con ingaggio di influencer in grado di amplificare il messaggio: facendo leva su di essi è possibile, infatti, stabilire una maggiore connessione emotiva e catturare l’attenzione di un pubblico non per forza interessato.

I social media sono diventati parte integrante del vissuto del cittadino e paziente. Per chi si occupa di medicina a diversi livelli la sfida è, quindi, popolare questo spazio di notizie vere, informazioni attendibili e spunti nel linguaggio e nelle modalità tipiche di questi mezzi per permettere agli utenti di orientarsi individuando in autonomia le fake news.

Nel contesto attuale in cui i social network sono parte integrante del vissuto del cittadino e paziente, essi permettono a medici e professionisti della salute di fare divulgazione scientifica attraverso nuovi linguaggi e formati, per connettersi maggiormente con gli utenti e consentire loro di orientarsi nella moltitudine di informazioni.

Non solo persone che devono perdere peso o con patologie specifiche: sempre più individui sono interessati all’educazione alimentare e a uno stile di vita sano e, nel bene e nel male, i social media esercitano un’influenza grandissima anche in questo senso.

In un contesto, come quello della salute, in cui spesso sui social media circolano voci infondate e fake news, Instagram nasconde anche fonti attendibili.

Notiamo, infatti, l’approdo dei cosiddetti “health influencer”, ovvero di figure che, forti di una professionalità specifica costruita offline, s’impegnano in un’attività di divulgazione scientifica tra stories e post.

Inoltre, la popolarità dei social media ne fanno una piattaforma ideale per la diffusione di campagne di sensibilizzazione con ingaggio di influencer in grado di amplificare il messaggio.

Health influencer

Un caso particolarmente interessante è quello dei professionisti della nutrizione attivi su Instagram. Sono sempre di più, infatti, i dietologi, i nutrizionisti e i dietisti che scelgono proprio questo canale in forte ascesa di popolarità per spiegare, dati e libri alla mano, come funzionano le diete oppure come scegliere gli alimenti. Altro argomento trattato spesso è quello della lettura dell’etichetta, informazioni preziose per un’azione di prevenzione che influisce concretamente nel quotidiano.

Solo per fare un esempio, Sofia Bronzato, medico chirurgo che si occupa di nutrizione clinica, è stata una delle prime nutrizioniste a ritagliarsi un suo spazio su Instagram. Sul suo account, seguito da 100.000 persone, la dottoressa Bronzato pubblica le sue ricette, alternando alla scienza piccoli frammenti di vita quotidiana. Tra le storie in evidenza, invece, troviamo approfondimenti tematici dedicati ai vari tipi di alimenti, ai macronutrienti e ai “nuovi mostri”. È qui che finiscono tutte quelle domande o dubbi a proposito delle diete più assurde e dei falsi miti senza fondamenti scientifici validati, come l’ananas che brucia i grassi o la dieta del gruppo sanguigno di cui abbiamo già parlato nell’articolo “Fake news e salute: l’eterno binomio tra diabete e alimentazione”

Figura 1. Profilo Instagram della dottoressa Sofia Bronzato con storie in evidenza.

Influencer per le campagne di prevenzione

Facendo leva sugli influencer il messaggio di prevenzione può essere veicolato più efficacemente: in questo modo, è possibile, infatti, stabilire una maggiore connessione emotiva e catturare l’attenzione di un pubblico non per forza interessato.

Tra le moltissime campagne su Instagram citiamo a titolo puramente esemplificativo quella della Onlus Anlaids, lanciata nel dicembre del 2018 in occasione della giornata mondiale contro l’AIDS. In particolare, l’influencer Giulia Valentina, insieme a numerosi altri personaggi dello spettacolo, è stata uno dei volti della campagna di prevenzione. Quello che ha spinto i suoi 520.000 followers a fare il test dell’HIV non è stato però il suo volto in piazza Gae Aulenti, ma la dimostrazione nelle sue stories su Instagram di come fare il test dell’HIV passo dopo passo: dall’acquisto in farmacia, all’esecuzione in diretta su se stessa del test, fino al link di Amazon dove poterlo comprare online.

Figura 2. L’influencer Giulia Valentina esegue nelle storie di Instagram il test dell’HIV con il link per l’acquisto online del test nello SwipeUp.

Interessante anche la campagna “m-team”, promossa nel corso del 2019 da Amelia Vitiello, mamma che perse la sua bambina per una meningite fulminante, con l’obiettivo di sensibilizzare sull’importanza della prevenzione per la meningite. Grazie al supporto di un team di testimonial/influencer è stato possibile entrare in empatia con i soggetti chiave, ovvero le mamme, e rafforzare il messaggio di prevenzione. Si pensi a influencer coinvolti come la food blogger Sonia Peronaci e la campionessa olimpionica Tania Cagnotto, assistite nel team dal supporto medico-scientifico della dottoressa Elena Bozzola, attive non solo in iniziative di divulgazione online, ma anche in eventi sul territorio di dibattito e di incontro in piazza con le mamme.

Figura 3. Post su Instagram raffigurante l’m-team.

Nel contesto attuale in cui i social media sono parte integrante del vissuto del cittadino e paziente e dove ci sono tantissime informazioni in cui non sempre è facile districarsi, per chi si occupa di medicina a diversi livelli la sfida è popolare questo spazio di notizie vere, informazioni attendibili e spunti nel linguaggio e nelle modalità tipiche di questi mezzi per permettere agli utenti di orientarsi, individuando in autonomia le fake news.

Contaminazioni intelligenti con chi già presidia questi canali favoriscono l’inserimento e la visibilità su queste piattaforme, in quanto non si può improvvisare e servono competenze specifiche, ma allo stesso tempo facilmente acquisibili.

L’appello è, dunque, a dietisti, nutrizionisti, medici, e in generale a professionisti della salute a utilizzare i social network anche per fare divulgazione scientifica con i corretti linguaggi e formati.

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