Ricerca archivio avanzata

Ricerca avanzata

giornale italiano di diabetologia e metabolismo

CERCA CHIUDI
Sanità Digitale
RASSEGNA

Nuove tecnologie per il mondo healthcare: uno sguardo al futuro attraverso gli occhi delle start-up

A. Boaretto - Founder&CEO Personalive

Tre anni fa l’algoritmo AlphaGo di Google DeepMind sconfisse il campione europeo del gioco asiatico Go (un gioco strategico simile agli scacchi, ma molto più complesso). Nel giugno 2018 un algoritmo di BioMind, azienda cinese nata solamente un anno prima, ha superato un team di medici in una “gara”, volta alla diagnosi di tumori al cervello, identificando l’87% dei tumori in solamente 15 minuti.

Il ruolo sempre più rilevante della tecnologia non porta solo miglioramenti agli approcci medici di oggi, ma apre le porte a innovazioni e metodologie che solamente 4-5 anni fa altro non erano che fantascienza e ora traina modifiche nei comportamenti di medici e pazienti.

E parlando d’innovazioni tecnologiche, un’associazione che viene naturale è il binomio innovazione-start-up.

L’apertura verso il nuovo, la possibilità di sperimentare in modo agile e flessibile le ultime tecnologie è ciò che caratterizza l’universo delle healthcare start-up, che possono contare sulla possibilità di sperimentare l’innovazione in modo veloce e senza il peso della burocrazia e i vincoli delle grandi aziende multinazionali e delle strutture sanitarie.

Oltre all’intelligenza artificiale, nuove tecnologie come la realtà aumentata, Mobile-Health, Big Data, dispositivi Wearable e tecnologie 3D stanno sparigliando le carte a una velocità di innovazione sempre maggiore, impattando sul mondo healthcare con applicazioni di tecnologie che non nascono necessariamente come native del mondo medico.

La grande novità è l’integrazione delle diverse tecnologie, che interagendo tra loro danno vita a nuove possibilità in campo medico.

In questo articolo diamo uno sguardo a quello che sta succedendo nel mondo e, soprattutto, in Italia con casi e interviste ad alcune healthcare start-up.

Tre anni fa l’algoritmo AlphaGo di Google DeepMind sconfisse il campione europeo del gioco asiatico Go (un gioco strategico simile agli scacchi ma molto più complesso) 1.

Un avvenimento che agli occhi di molti potrebbe essere apparso come un semplice evento ludico ha rappresentato, invece, una pietra miliare della rivoluzione digitale, con l’intelligenza artificiale (link a glossario Le parole dell’E-Health) che ebbe ufficialmente la meglio contro un avversario umano in un duello in cui la velocità di esecuzione non è l’unico parametro di valutazione.

Nel giugno 2018 un algoritmo di BioMind, azienda cinese nata solamente un anno prima, ha superato un team di medici in una “gara” volta alla diagnosi di tumori al cervello, identificando l’87% dei tumori in solamente 15 minuti 2.

L’innovazione è oggi, non domani

Stiamo, quindi, vivendo la naturale conseguenza del processo di evoluzione di cui abbiamo già parlato precedentemente, e che vedrà la sempre maggiore integrazione tra il ruolo dell’uomo – che quindi cambia – e quello del mondo Digital.

Il ruolo sempre più rilevante della tecnologia non porta solo miglioramenti agli approcci medici di oggi, ma apre le porte a innovazioni e metodologie che solamente 4-5 anni fa altro non erano che fantascienza e ora traina modifiche nei comportamenti di medici e pazienti.

E parlando d’innovazioni tecnologiche, un’associazione che viene naturale è il binomio innovazione-Start-up (link a glossario Le parole dell’E-Health) .

L’apertura verso il nuovo, la possibilità di sperimentare in modo agile e flessibile le ultime tecnologie è ciò che caratterizza l’universo delle healthcare start-up, che possono contare sulla possibilità di sperimentare l’innovazione in modo veloce e senza il peso della burocrazia e i vincoli delle grandi aziende multinazionali e delle strutture sanitarie.

Questa propensione fa sì che anche Italia si assista a un costante aumento degli investimenti a beneficio di start-up e giovani realtà imprenditoriali in campo medico, che hanno nella messa a terra delle innovazioni radicali la propria reason why.

Per le start-up del settore sanità è un momento d’oro: l’ultimo rapporto Startup Health Insights 2019 3 delinea uno scenario in costante crescita, in cui gli investimenti delle grandi corporation, dei fondi e degli acceleratori in aziende innovative hanno superato i 14,5 miliardi di dollari, con un incremento del 25% rispetto all’anno precedente (Figura 1).

Figura 1. Gli investimenti nel mondo start-up (da Start-up Health Insights 2019, mod.) 3.

Tutto questo si ripercuote sul Mondo delle start-up, con la nascita sempre maggiore dei cosiddetti “Unicorni”, cioè quelle start-up che, in poco tempo e utilizzando strade poco battute e mezzi tecnologici all’avanguardia, sono in grado di rivoluzionare il mercato, conquistando una capitalizzazione di oltre un miliardo di dollari.

CloverHeart (1,2 miliardi di dollari di capitalizzazione) ha fatto la sua fortuna proponendo, negli USA, piani di assicurazione sanitaria premium e assistenza personalizzata 24/7, Proteus (1,5 mld$) – altra startup Californiana – si occupa invece di produrre e commercializzare dispositivi ingeribili in grado di monitorare i parametri vitali del paziente trasmettendoli su un’App accessibile dal medico, dal caregiver e dal paziente, 23AndMe (2,5 mld$) è ad oggi un’azienda leader per le analisi genomiche fai da te, acquistabile online in tutto il mondo e in grado di fornire per meno di 200$ informazioni sui propri antenati e affinità alle patologie… e questi sono solamente alcuni dei nomi di ex-start-up oggi dal valore altissimo e destinate a modificare in poco tempo lo scenario globale del mondo Pharma ed Healthcare 4.

Italia fanalino di coda?

È innegabile che l’Italia non parta in pole position, con un investimento annuale in equity di start-up di circa 600 milioni di euro 6, che comparato ai valori – ad esempio – della Gran Bretagna è pari a circa il 10% (6 miliardi di euro nel 2018); tuttavia i valori sono in crescita e le start-up presenti sul territorio afferenti al mondo healthcare superano le 300 unità (324 ad aprile 2018, secondo i dati di Assobiomedica) e si cominciano a osservare i primi di casi di successo.

Uno sguardo al presente strizzando l’occhio al futuro

Oltre alla già citata intelligenza artificiale, nuove tecnologie come la realtà aumentata, Mobile-Health, Big Data, dispositivi Wearable e tecnologie 3D stanno sparigliando le carte a una velocità di innovazione sempre maggiore, impattando sul mondo healthcare con applicazioni di tecnologie che non nascono necessariamente come native del mondo medico.

La grande novità è l’integrazione delle diverse tecnologie, che interagendo tra loro danno vita a nuove possibilità in campo medico.

La robotica fa passi avanti integrando ai miglioramenti in ergonomia e motoria il monitoraggio dei dati sull’utilizzatore, per l’adattamento alle necessità specifiche dell’individuo. Un esempio è rappresentato da Movendo Technology, start-up che da un paio d’anni si occupa di riabilitazione degli arti inferiori e del tronco, proponendo una soluzione che alla riabilitazione fisica associa un sistema di monitoraggio che permette ai medici di monitorare puntualmente l’andamento della terapia, raccogliendo una serie consistente di dati sulla biomeccanica del paziente e consentendo previsioni e aggiustamenti alla terapia.

Sempre maggiore importanza è data poi alle soluzioni mobile e guidate dalle azioni dei pazienti.

È il caso di D-Heart, un dispositivo portatile per l’elettrocardiogramma che permette al paziente di monitorare lo stato di salute del proprio cuore, collaborando in prima linea nella gestione della propria salute e segnalando le anomalie.

Medico e paziente cooperano nella terapia condividendo i dati e proseguendo in parallelo nella terapia 24/7. Ma le start-up non lavorano solamente per il miglioramento dell’autonomia del paziente.

Un primo esempio ci arriva da Artiness7, start-up incubata presso il PoliHub del Politecnico di Milano, che ha sviluppato un sistema basato sulla realtà aumentata per la visualizzazione degli organi interni, utilizzando un visore 3D.

L’obiettivo di Artiness è di semplificare l’analisi e la navigazione delle immagini cliniche, attualmente realizzata attraverso strumenti 2D, rendendo intuitiva l’interpretazione dei dati grazie all’utilizzo di modelli paziente-specifici in 3D e semplificando il processo di planning della chirurgia.

“L’Imaging clinico sta progredendo” – ci riportano i founder Omar, Filippo e Giovanni – “grazie all’evoluzione delle tecnologie. Questo vuol dire poter fare diagnosi più precise, diminuire il fastidio e ridurre il danno al paziente, nonché il tempo di esame. Un altro step è l’integrazione di più dati immagine di natura differente – tac, risonanze ecc. – detto Image Fusion, che porta ad avere informazioni più complete e a 360° sul paziente”.

I Big data e l’intelligenza artificiale lavorano in sinergia generando sistemi in grado di riconoscere, partendo dalle immagini e tramutandole in dati matematici, diverse patologie. È il caso di Endosight8, start-up fondata nel 2015.

Ma non è tutto oro quello che luccica:

“Combinando la realtà aumentata ad algoritmi di machine learning e processing d’immagine, è possibile convertire immagini in 3D e sovrapporle al corpo del singolo paziente, in modo da guidare alla perfezione il medico nella fase di trattamento della patologia – nel nostro caso rimozione del tumore – dando il massimo controllo sulla posizione della sonda di ablazione e riducendo l’incertezza per il medico”, testimonia Alessandro Rotilio, Founder&CEO, che continua “Machine Learning e AI vivono una grande stagione, ma non sono d’accordo a considerarli la panacea per tutti i problemi. La tecnologia sta andando avanti molto rapidamente, e questo può portare a enormi problemi in ambito regolatorio per i sistemi di AI: se l’algoritmo continua a mutare, non è prevedibile l’evoluzione del prodotto nel tempo, e il problema è molto più serio di quanto si possa pensare – è ammissibile lavorare senza poter conoscere in anticipo le performance dei software e senza poter giustificare il come si è arrivati alla diagnosi finale?”.

In conclusione

Anche in Italia qualcosa si sta – finalmente – muovendo.

Le start-up ci permettono di avere uno sguardo sul futuro e sulle possibilità che la medicina del domani potrà sfruttare, contando su un approccio “trial and error” che le grandi multinazionali non possono o non hanno la flessibilità tale da poter gestire.

La vera sfida per il mercato italiano sta nel trovare l’accesso giusto ai capitali disponibili, nonché nel restare al passo della tecnologia evitando di farsi trovare impreparati.

Tuttavia, fare innovazione oggi, si può.

Bibliografia

1 https://deepmind.com/research/alphago/

2 https://www.telegraph.co.uk/news/world/china-watch/technology/artificial-intelligence-in-medicine/

3 Startup Health Insider+, Startup Health Insights, Q1 2019.

4 Business Insider, 16 billion-dollar startups revolutionizing healthcare that you should be watching in 2019.

5 Digital health, biotech and medical device trends 2017, CB Insights.

6 Osservatorio Startup Hi-tech, Politecnico di Milano, Novembre 2018.

7 http://www.artinessreality.com/

8 https://www.endo-sight.com/

ISCRIVITI

ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER!