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Sanità Digitale

Il mondo emergente delle terapie digitali

A. Boaretto - Founder & CEO Personalive

È davvero possibile sostituire o complementare un farmaco con una app? La risposta è sì: non si tratta di fantascienza, ma delle cosiddette “terapie digitali” (in inglese Digital Therapeutics, DTx).

Esse rappresentano una nuova frontiera della sanità digitale, trattandosi di software validati clinicamente – esattamente come i farmaci – che hanno le potenzialità di integrare o sostituire le terapie tradizionali.

A quali patologie si rivolgono queste terapie altamente innovative? Esse si propongono principalmente di curare condizioni croniche, per cui le terapie digitali impiegano soluzioni personalizzate e/o strategie cognitivo-comportamentali che favoriscono una maggiore aderenza terapeutica e migliori outcome clinici. Tra queste, il diabete risulta una delle principali aree terapeutiche indirizzate.

Le terapie digitali offrono importanti opportunità, in termini di miglioramento della salute del paziente e di accessibilità alla cura, ma anche di gestione intelligente dei dati, quindi del processo decisionale clinico, e di sostenibilità economica. Tuttavia, al momento resta ancora molto da fare da un punto di vista regolamentare.

A fronte di nuove sfide e opportunità, il concetto di farmaco sta evolvendo: da oggetto tangibile sotto forma di compressa o iniezione, ad app che mirano a modificare il comportamento del paziente. I farmaci tradizionali rimarranno essenziali, saranno però arricchiti da un portafoglio di terapie digitali e servizi di analisi dei dati, mentre i pagatori si concentreranno sull’assistenza basata sul valore.

È davvero possibile sostituire o complementare un farmaco con una app? La risposta è sì: non si tratta di fantascienza ma delle cosiddette “terapie digitali” (in inglese Digital Therapeutics, DTx).

Esse rappresentano una nuova frontiera della sanità digitale, trattandosi di software validati clinicamente – esattamente come i farmaci – che hanno le potenzialità di integrare o sostituire le terapie tradizionali. In questo si distinguono dalle migliaia di app che hanno a che fare con il mondo della salute e del wellness ma che non sono terapie, perché non sottoposte a studi clinici con lo stesso rigore dei farmaci tradizionali.

La FDA (U.S. Food and Drug Administration) sta mostrando estremo interesse verso questi nuovi modelli di cura, tant’è che nel 2017 ha approvato la prima terapia digitale – una app ideata per il trattamento di pazienti con dipendenza da sostanze d’abuso come alcol, marijuana e cocaina. Le evidenze cliniche hanno dimostrato come oltre il 40% dei pazienti utilizzatori dell’app si siano astenuti dal consumo di sostanze per un periodo di tre mesi, contro il solo 17,6% dei pazienti trattati con la terapia standard 1.

Ma più in generale, a quali patologie si rivolgono queste terapie altamente innovative? Esse si propongono principalmente di curare condizioni croniche, per cui le terapie digitali impiegano soluzioni personalizzate e/o strategie cognitivo-comportamentali che favoriscono una maggiore aderenza terapeutica e migliori outcome clinici. Tra queste, il diabete risulta una delle principali aree terapeutiche indirizzate.

Figura 1. Le 5 principali aree terapeutiche sono tutte condizioni croniche: salute mentale, diabete, malattie cardiocircolatorie, disturbi del sistema nervoso e condizioni muscoloscheletriche (Fonte: Il Sole 24 Ore).

Applicazioni per il diabete

Tra le più conosciute applicazioni sottoposte a validazione clinica vi sono infatti Omada, focalizzata sulla prevenzione del diabete, assieme a BlueStar e MySugr, per la gestione della malattia e approvate dalla FDA.

La prima prevede un programma educativo online costituito da un accompagnamento sanitario personalizzato, il sostegno di un gruppo di pari, e l’utilizzo di dispositivi collegati per tracciare l’alimentazione, l’attività e il peso.

BlueStar è un’app che fornisce supporto ai diabetici suggerendo test sulla glicemia e dando consigli in tempo reale su un’adeguata dieta per tenere sotto controllo il livello di glucosio. Periodicamente analizza e invia i dati del paziente via e-mail o fax al medico curante, consentendo un più efficace monitoraggio e una maggiore qualità dell’assistenza al di là delle visite ambulatoriali tradizionali.

Infine, MySugr funziona come un diario che consente di inserire e gestire quotidianamente la glicemia, i carboidrati e la dose d’insulina. L’interfaccia grafica permette di monitorare l’andamento giornaliero, settimanale e mensile della glicemia con back-up dei dati e, a seconda della situazione, l’app stessa offre feedback motivazionali e sfide per raggiungere gli obiettivi personali (meccanismi tipici della gamification).

Figura 2. Interfaccia di app per il diabete certificate come terapie digitali.

Opportunità e sfide

Le terapie digitali offrono quindi importanti opportunità, soprattutto se si considera la crescente incidenza delle malattie croniche: in termini di miglioramento della salute del paziente e di accessibilità alla cura, ma anche di gestione intelligente dei dati, quindi del processo decisionale clinico, e di sostenibilità economica, in quanto è richiesto un minore intervento dei medici e degli operatori sanitari.

Non per nulla, sono già 150 le aziende in tutto il mondo, in prevalenza start-up, che si pongono come provider di terapie digitali, e tra gli addetti ai lavori c’è chi pensa che tra 5 anni la terapia digitale diventerà uno standard di cura di prima linea nella salute comportamentale.

Tuttavia, al momento resta ancora molto da fare da un punto di vista regolamentare: le difficoltà principali sono legate al fatto di stabilire quanto il prodotto sia in grado di fornire un beneficio medico definito e misurabile – e quindi essere legittimamente una terapia digitale – rispetto alle altre app per la salute, e alla definizione di modelli di business che garantiscano la rimborsabilità o copertura da parte, rispettivamente, delle assicurazioni private (negli Stati Uniti) e dei sistemi sanitari nazionali (in Europa).

Concludendo…

A fronte di nuove sfide e opportunità, siamo in una fase in cui il concetto di farmaco sta evolvendo: da oggetto tangibile sotto forma di compressa o iniezione che rimane identico, ad app aggiornabili che mirano a modificare il comportamento del paziente. I farmaci tradizionali rimarranno essenziali, saranno però arricchiti da un portafoglio di terapie digitali e servizi di analisi dei dati, mentre i pagatori si concentreranno sull’assistenza basata sul valore, cioè i risultati ottenuti dai pazienti.

Bibliografia

1 L’ecosistema dell’innovazione: le terapie digitali (aprile 2019)

2 Le app diventano medicine e le producono le start-up. Il Sole 24 Ore, luglio 2018

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