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Alimentazione
RASSEGNA

Modelli dietetici a confronto

M. Caputo, K. Esposito - Unità di Programma di Diabetologia, Dipartimento di Scienze Mediche, Chirurgiche, Neurologiche, Metaboliche e dell’Invecchiamento, Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli, Napoli

Qual è la dieta più indicata nel diabete? In realtà, come si evince dall’articolo, il fulcro della questione risiede nella scelta non di uno schema specifico bensì del razionale su cui s’impernia un regime alimentare, che deve sia prevedere una distribuzione equilibrata di nutrienti e calorie sia adattarsi agli obiettivi metabolici. Non è dunque possibile – né sarebbe forse corretto – esprimere una risposta univoca, ma è bene piuttosto esaminare i criteri e le caratteristiche dei modelli dietetici risultano più efficaci e adeguati. La trattazione ne pone a confronto tre, riconosciute dall’American Diabetes Association: la dieta DASH (Dietary Approaches to Stop Hypertension), la dieta mediterranea e le diete vegetariane. La prima è efficace nel controllo della pressione arteriosa, migliora la resistenza all’insulina, l’iperlipidemia, il sovrappeso e l’obesità. Sulla dieta mediterranea basta ricordare che, oltre a ridurre il rischio di sviluppare la patologia, ritarda la necessità di ricorrere ai farmaci e nei pazienti già in terapia migliora il controllo glicemico. Quanto alle diete vegetariane, dicitura nella quale rientrano modelli differenti, sono documentati alcuni importanti benefici, ma restano ancora vari aspetti da chiarire o approfondire. In definitiva spetta al medico la selezione della dieta, che costituisce un vero e proprio cardine della terapia del diabete, ma anche l’onere di conoscere i vari modelli alimentari, al fine di personalizzare il più possibile il trattamento del singolo paziente, rispettandone le preferenze alimentari.

Secondo l’American Diabetes Association (ADA), diversi modelli alimentari possono essere utilizzati nella patologia diabetica. Le diete DASH (Dietary Approaches to Stop Hypertension), mediterranea e vegetariana hanno mostrato la loro efficacia nella gestione e nella prevenzione della patologia diabetica. A tal proposito è necessario conoscere dettagliatamente le caratteristiche di questi modelli alimentari.
La dieta del paziente diabetico deve basarsi, oltre che su un’ideale distribuzione dei nutrienti e delle calorie, anche e soprattutto su una valutazione individuale degli attuali modelli alimentari, delle preferenze personali e degli obiettivi metabolici¹.
L’accento deve essere posto sul “mangiar sano”. Nel corso degli anni diversi modelli alimentari hanno mostrato risultati positivi nella gestione del paziente diabetico: DASH, vegetariano e mediterraneo. Individui affetti da diabete hanno un rischio più elevato di sviluppare ipertensione rispetto ai coetanei sani. La dieta DASH è un modello alimentare efficace nel controllo della pressione arteriosa, migliora la resistenza all’insulina, l’iperlipidemia, il sovrappeso e l’obesità. Promuove il consumo di alimenti a basso contenuto di grassi saturi, colesterolo e sodio e ad alto contenuto di potassio, calcio, magnesio, fibra e proteine. In termini di scelte alimentari, incoraggia il consumo di cereali integrali, latticini a basso contenuto di grassi, frutta, verdure, pollame, pesce e noci, e limita il consumo di carni grasse, prodotti lattiero-caseari, grassi, oli tropicali (cocco, palma e palma o di nocciolo), dolci, zuccheri e bevande zuccherate².

La ripartizione calorica della dieta DASH è mostrata in Tabella I.

Tabella I. Obiettivi nutrizionali del modello DASH.

Ripartizione calorica
Grasso totale: 27% di calorie
Grassi saturi: 6% di calorie
Proteine: 18% di calorie
Carboidrati: 55% di calorie
Colesterolo: 150 mg
Sodio: 1.500-2.300 mg
Potassio: 4.700 mg
Calcio: 1.250 mg
Magnesio: 500 mg
Fibra: 30 g

La dieta mediterranea rappresenta un modello alimentare molto valido per i benefici di cui la persona con diabete può giovarsi. Non a caso, nel 2010 l’Unesco ha iscritto la dieta mediterranea nella lista rappresentativa del “patrimonio culturale immateriale dell’umanità”, riconoscendo tale patrimonio appartenere a Italia, Marocco, Grecia e Spagna, e successivamente a Cipro, Croazia, e Portogallo.
I numerosi dati presenti in letteratura hanno dimostrato la validità della dieta mediterranea rispetto agli altri modelli alimentari altrettanto salutari. Una maggiore aderenza alla dieta mediterranea riduce del 20% il rischio di sviluppare diabete in età adulta ³, allunga di circa 2 anni la necessità del primo farmaco per il controllo della glicemia in diabetici di recente diagnosi4, e migliora il controllo della glicemia nei diabetici in trattamento farmacologico5.

La dieta mediterranea si è inoltre dimostrata estremamente efficace nella riduzione del rischio cardiovascolare nel paziente diabetico e non solo 6 7, e nel miglioramento della funzione sessuale in pazienti di entrambi i sessi con diabete tipo 2 di nuova diagnosi8.

La dieta mediterranea è caratterizzata da consumo giornaliero di frutta e verdura, meglio se di stagione, consumo giornaliero di cereali preferibilmente integrali, olio extravergine d’oliva come fonte principale di grassi, adeguato consumo di legumi, carni bianche e pesce, ridotto apporto di carni rosse, lavorate, formaggi, latticini, e moderato consumo di vino, preferibilmente ai pasti (Figura 1).

Figura 1. La dieta mediterranea

Le diete vegetariane comprendono diversi tipi di dieta, tra cui quelle semi-vegetariane (flexitarian), pesco-vegetariane, latto-vegetariane, ovo-vegetarian, lacto-ovo-vegetarian, vegan e rawfood vegan. I semi-vegetariani consumano piccole quantità di pesce e pollame. I pesco-vegetariani ingeriscono alcuni pesci, oltre agli alimenti di origine animale e vegetale. Latte e latticini vengono ingeriti dai latto-vegetariani; gli ovo-vegetariani includono le uova; e i latto-ovo-vegetariani ingeriscono latte, derivati e uova. Diversamente i vegani escludono, oltre tutti i tipi di carni, anche qualsiasi alimento di origine animale. Nell’ambito di ogni tipologia di alimentazione vegetariana esistono ulteriori variazioni. Ad esempio, alcuni individui che si considerano vegani non mangiano miele o altri prodotti delle api, mentre altri limitano le loro esclusioni dietetiche ai prodotti lattiero-caseari e alle uova.

Dati presenti in letteratura hanno dimostrato l’effetto benefico di un’alimentazione vegetariana su diversi fattori di rischio associati alla cardiopatia, tra cui il profilo lipidico sierico, la concentrazione sierica di glucosio e la pressione sistolica e diastolica. Di conseguenza, è stato dimostrato che i vegetariani hanno un minor rischio di ospedalizzazione o morte per cardiopatia ischemica e una regressione della stenosi arteriosa in presenza di patologia cardiaca. Queste diete sono anche associate a una riduzione del rischio d’insorgenza di diabete tipo 29. Studi presenti in letteratura ne hanno dimostrato l’efficacia anche sulla riduzione dell’emoglobina glicosilata nel paziente diabetico e sul controllo glicemico10. È stato inoltre evidenziato come il modello alimentare vegetariano incida positivamente sulla riduzione dell’insulino-resistenza e del rischio di prediabete11.

L’utilizzo delle diete vegetariane o vegane nella gestione del paziente diabetico richiede, a oggi, ulteriori approfondimenti.

Bibliografia

1 Lifestyle management: standards of medical care in diabetes 2018. Diabetes Care 2018;41(Suppl 1):S38-S50.

2 Campbell AP. DASH Eating Plan. An eating pattern for diabetes management. Diabetes Spectr 2017;30:76-81.

3 Esposito K, Chiodini P, Maiorino MI, et al. Which diet for prevention of type 2 diabetes? A meta-analysis of prospective studies. Endocrine 2014;47:107-16.

4 Esposito K, Maiorino MI, Petrizzo, et al. The effects of a Mediterranean diet on the need for diabetes drugs and remission of newly diagnosed type 2 diabetes: follow-up of a randomized trial. Diabetes Care 2014;37:1824-30.

5 Esposito K, Maiorino MI, Bellastella G, et al. A journey into a Mediterranean diet and type 2 diabetes: a systematic review with meta-analyses. BMJ Open 2015;5:e008222.

6 Estruch R, Ros E, Martínez-González MA. Mediterranean diet for primary prevention of cardiovascular disease. N Engl J Med 2013;369:676-7.

7 Estruch R, Ros E, Salas Salvado J, et al. Primary prevention of cardiovascular disease with a Mediterranean diet supplemented with extra-virgin olive oil or nuts. N Engl J Med 2018;378:e34.

8 Maiorino MI, Bellastella G, Caputo M, et al. Effects of Mediterranean diet on sexual function in people with newly diagnosed type 2 diabetes: the MÈDITA trial. J Diabetes Complications 2016;30:1519-24.

9 Pawlak R. Vegetarian diets in the prevention and management of diabetes and its complications. Diabetes Spectr 2017;30:82-

10 Viguiliouk E, Kendall CW, Kahleová H, et al. Effect of vegetarian dietary patterns on cardiometabolic risk factors in diabetes: a systematic review and meta-analysis of randomized controlled trials. Clin Nutr 2018;pii:S0261-5614(18)30220-6.

11 Chen Z, Zuurmond MG, van der Schaft N, et al. Plant versus animal based diets and insulin resistance, prediabetes and type 2 diabetes: the Rotterdam Study. Eur J Epidemiol 2018;33:883-93.

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