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Alimentazione
RASSEGNA

Alimentazione e tiroide

M. Caputo¹, G. Bellastella¹, P. Cirillo¹, K. Esposito² - ¹ UOC di Endocrinologia e Malattie del Metabolismo, Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche Avanzate, Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”, Napoli; ² Unità di Programma di Diabetologia, Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche Avanzate, Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”, Napoli

La tiroide è una piccola ghiandola endocrina, a forma di farfalla, che si trova nella parte anteriore del collo ed è costituita da due lobi, uno destro e uno sinistro, uniti tra loro da un istmo. Svolge un importante ruolo nel metabolismo energetico. La sua attività è influenzata da diversi fattori: introito energetico, restrizione calorica, digiuno prolungato e malnutrizione.

Micronutrienti, quali lo iodio e il selenio sono fondamentali per il corretto funzionamento della tiroide e la sintesi degli ormoni tiroidei 1.

Il selenio è componente principale delle selenoproteine, responsabili della produzione degli ormoni tioridei. È maggiormente presente nei cereali, in particolare integrali, nella farina, nei semi di senape e nelle noci brasiliane. Frutta e verdura ne contengono in minori quantità. Riguardo le fonti animali, si trova nelle ostriche e nei molluschi, nel pesce in genere, nella carne e nelle uova.

Lo iodio è il costituente principale degli ormoni tiroidei e la sua deficienza causa diversi disturbi. Alimenti più ricchi di iodio sono i pesci di mare e i crostacei; anche le uova, il latte e la carne ne contengono quantità importanti. In base alla ricchezza di iodio nel terreno, riscontriamo concentrazioni inferiori e variabili nei vegetali e nella frutta.

Secondo le linee guida dei LARN (Livelli di Assunzione Raccomandati di energia e Nutrienti) la quantità di iodio giornaliera da assumere in giovani adulti è 150 μg/die, mentre per il selenio è di 55 μg/die 2.

A tavola è possibile proteggere la tiroide, anche evitando i cibi che possono interferire con il suo corretto funzionamento:

• Latte e derivati. Il latte neutralizza l’acidità gastrica riducendo l’assorbimento intestinale dell’ormone tiroideo e le proteine e il calcio in esso contenuti, possono rispettivamente generare una risposta infiammatoria contro le cellule della tiroide e rallentare l’attività della ghiandola tiroidea.

Verdure crocifere. Broccoli, cavoli, rape, cavolini di Bruxelles e rucola, in particolare, contengono i glucosinolati, in grado di ostacolare l’assorbimento dello iodio da parte della tiroide e inibire la sintesi degli ormoni tiroidei.

Soia. Gli isoflavoni contenuti nella soia impediscono l’utilizzo dello iodio da parte degli ormoni tiroidei.

• Caffè e tè. Interferiscono con l’assorbimento della tiroxina.

Alcol. Un abuso risulta associato a una maggiore incidenza di cancro alla tiroide soprattutto nelle donne.

Cibi confezionati. Gli alimenti industriali, in scatola, contengono grandi quantità di sale non iodato, che aumenta il rischio di ritenzione idrica, ipertensione arteriosa e malattia coronarica.

Glutine. L’intolleranza al glutine si associa a una diffusa forma d’ipotiroidismo (tiroidite di Hashimoto) caratterizzata dalla presenza di anticorpi diretti contro le cellule tiroidee.

Non solo le quantità di assunzione, le tipologie di alimento, ma anche le modalità di cottura possono incidere sull’assorbimento dello iodio e ridurne il contenuto nei cibi. In particolare ne riduce l’assorbimento, la frittura del 20%, la cottura alla griglia del 23%, la bollitura fino al 58%, la lievitazione fino al 25%, la cottura in forno fino al 70% 3.

ATTENZIONE ANCHE AL PESO!!!

L’aumento della massa grassa e della circonferenza vita sono stati maggiormente associati alla comparsa di noduli tiroidei e la percentuale totale di grasso corporeo è stato considerato un fattore predittivo indipendente dell’ipoecogenicità dei noduli e con vascolarizzazione periferica, mentre la mancanza di esercizio fisico è risultata predittiva di noduli con vascolarizzazione interna. Un maggior rischio di cancro della tiroide è stato proposto in individui con Indice di Massa Corporea (BMI) elevato e con iperinsulinismo e insulino-resistenza associate all’obesità e sindrome metabolica.

Il sovrappeso e l’obesità influiscono negativamente sulla tiroide. Un aumento della massa grassa e della circonferenza vita risulta maggiormente associato alla presenza di noduli tiroidei. La percentuale totale di grasso corporeo è un fattore predittivo indipendente di noduli tiroidei ipoecogeni e con vascolarizzazione periferica, mentre la mancanza di esercizio fisico risulta predittiva di noduli con vascolarizzazione interna 4.

Individui con BMI elevato mostrano un rischio superiore d’insorgenza di cancro alla tiroide, e l’iperinsulinemia e la resistenza all’insulina, associate all’obesità, sono fattori di rischio per cancro alla tiroide 5.

Per una buona salute tiroidea è necessario seguire un’alimentazione adeguata, ponendo particolare riguardo all’apporto iodico nella dieta ed evitando gli eccessi, scegliendo cibi salutari, ricchi di sostanze nutritive, introducendo la giusta quantità di lipidi, proteine e carboidrati e controllando il peso corporeo.

Bibliografia

1 Guastamacchia E, Giagulli VA, Licchelli B, et al. Selenium and iodine in autoimmune thyroiditis. Endocr Metab Immune Disord  Drug Targets 2015;15:288-92. https://doi.org/10.2174/1871530315666150619094242

2 IV Revisione dei livelli di assunzione di riferimento di nutrienti ed energia per la popolazione italiana. LARN, 2014.

3 Tubili C, Morviducci L, Nardone MR, et al. Thyroid and food: a Mediterranean perspective. Mediterr J Nutr Metab 2012;5:195-203. https://doi.org/10.1007/s12349-012-0095-x

4 Panagiotou G, Komninou D, Anagnostis P, et al. Association between lifestyle and anthropometric parameters and thyroid nodule features. Endocrine 2017;56:560-7. https://doi.org/10.1007/s12020-017-1285-6

5 Conzo G, Avenia N, Bellastella G, et al. The role of surgery in the current management of differentiated thyroid cancer. Endocrine 2014;47:380-8. doi 10.1007/s12020-014-0251-9.

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