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L'EDITORIALE

Una nuova rubrica

“Pillole di statistica”, questo il nome della nuova rubirca di GIDM, non vuole sostituirsi ai testi di statistica o riportare formule matematiche, ma desidera fornire al lettore di riviste mediche gli strumenti per analizzare in modo critico gli articoli scientifici.

Negli ultimi anni, la complessità degli studi clinici è andata aumentando e, di conseguenza, l’analisi statistica è diventata più sofisticata, talvolta al punto da essere difficilmente comprensibile.

Con questo numero GIDM inaugura una nuova sezione dedicata ad argomenti di statistica medica. La rubrica, che prende il nome di “Pillole di statistica”, non vuole sostituirsi ai testi di statistica o riportare formule matematiche, ma desidera fornire al lettore di riviste mediche gli strumenti per analizzare in modo critico gli articoli scientifici, aiutandolo a capire i punti di forza e le eventuali criticità delle ricerche pubblicate. Ciò è tanto più necessario in quanto, negli ultimi anni, la complessità degli studi clinici è andata aumentando e, di conseguenza, l’analisi statistica è diventata più sofisticata, talvolta al punto da essere difficilmente comprensibile. La forza di uno studio, la sua importanza in termini di avanzamento delle conoscenze, non dipende più dalla bontà del disegno dello studio e dall’attenzione con cui è stato condotto, ma dalla dimostrazione di una differenza “statisticamente significativa” in qualche parametro che è stato misurato. In questi casi il lettore non esperto è portato a valutare direttamente la significatività statistica (la famosa p < 0,05), e il risultato diventa un assioma e pertanto non discutibile o criticabile.

La medicina è profondamente cambiata rispetto anche a soli pochi anni fa. I percorsi diagnostici e terapeutici, una volta esclusivamente dipendenti dalle capacità personali del medico, oggi sono profondamente influenzati dalle evidenze scienti che fornite da studi clinici che, anche quando molto estesi, sono comunque confinati a popolazioni limitate. Il medico deve quindi analizzare criticamente i risultati, e per fare ciò deve possedere un bagaglio culturale che va oltre le classiche conoscenze mediche.

Tutto ciò è elegantemente affrontato in questo primo articolo su “Studi sperimentali e studi osservazionali sui farmaci” in cui il dott. Antonio Nicolucci, in modo chiaro e comprensibile a tutti, spiega i diversi tipi di informazione che “le sperimentazioni cliniche controllate e randomizzate” e “gli studi osservazionali” possono fornire, e conduce il lettore a familiarizzare con termini come “trial effect”, “efficacy” e “effectiveness” che tanto spesso incontriamo nella lettura di articoli scientifici. E, dopo la lettura dell’articolo, anche il “propensity score” uscirà dall’ombra e assumerà un significato deciso e definito. Allo stesso modo, l’autore evidenzia i limiti di questi studi e i possibili errori che possono derivare dall’uso improprio e fuorviante dei dati raccolti.

“Pillole di statistica” affronterà nei prossimi numeri nuovi e interessanti aspetti di analisi statistica, e di metodologia della ricerca, sempre con un occhio al loro significato e alla loro potenziale importanza per il medico che quotidianamente visita i malati. L’auspicio è che i lettori di GIDM apprezzino questa scelta editoriale e diventino affezionati seguaci di questa rubrica.

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