Giornale Italiano di Diabetologia e metabolismo
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Dicembre 2011 Volume 31 Numero 4

È possibile predire il rischio di diabete mediante marcatori genetici?

A. Doria

RIASSUNTO
La recente identificazione di vari loci genetici associati con il diabete di tipo 2 ha sollevato l’ipotesi di poter usare questi marcatori genetici per predire il rischio di diabete in giovane età, in modo da instaurare programmi di prevenzione precoce specificamente rivolti agli individui a rischio. Per aumentare il potere predittivo, sono stati sviluppati genetic risk score basati su vari marcatori genetici considerati insieme secondo un semplice modello additivo. I risultati, però, sono stati piuttosto deludenti, dimostrando un modesto valore predittivo degli score genetici usati da soli e un aumento trascurabile delle capacità discriminatorie quando questi vengono aggiunti a modelli predittivi basati su caratteristiche cliniche. È possibile che l’analisi di interazioni tra geni e con fattori ambientali e l’estensione dello studio a varianti genetiche meno frequenti possano portare in futuro allo sviluppo di migliori strumenti predittivi su base genetica. Tuttavia, al momento attuale, caratteristiche cliniche quali il BMI, alcuni indici metabolici e la storia familiare di diabete rimangono i migliori fattori disponibili per predire il rischio di diabete di tipo 2 nella pratica clinica.

Parole chiave: diabete di tipo 2, genetica, polimorfismi, predizione del rischio

SUMMARY
Can genetic markers predict diabetes risk? The recent finding of several loci robustly associated with type 2 diabetes has raised the possibility of using genetic markers to predict the risk of this disease at a young age in order to start early prevention programs. In an attempt to increase predictive power, multiple genetic markers have been considered together into genetic risk scores built according to simple additive models. Results, however, have been disappointing, with genetic scores having modest predictive power when used alone and yielding a negligible increase in risk discrimination when added to predictive models based on clinical characteristics. The analysis of genegene and gene-environment interactions, and the extension of the study to less frequent genetic variant offer some hope for the development of better genetic tools in the future. However, at this time, clinical characteristics such as BMI, certain metabolic indices, and a family history of diabetes remain the best predictors of type 2 diabetes risk to be used in clinical practice.

Key words: type 2 diabetes, genetics, polymorphisms, risk prediction

 

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