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Dicembre 2011 Volume 31 Numero 4

Angioplastica degli arti inferiori in diabetici e non diabetici con arteriopatia obliterante degli arti inferiori: dati di follow-up a 5 anni

A. Da Porto, D. Basile, A. Kleiner, E. Fabbro, V. Pavan, D. Gasparini, L.A. Sechi, A. Cavarape

RIASSUNTO
Obiettivo del nostro studio è stato quello di valutare la prevalenza dei fattori di rischio, delle comorbilità e degli outcome clinici a 5 anni in una popolazione selezionata di pazienti con arteriopatia obliterante degli arti inferiori sintomatica (stadio IIb-IV), diabetici e non diabetici, sottoposti a rivascolarizzazione percutanea degli arti inferiori.
Nel nostro studio sono stati inclusi 103 pazienti (M = 57, F = 46) di età media 70,1 ± 7,2 anni, con diagnosi clinica e strumentale di arteriopatia obliterante degli arti inferiori sintomatica, sottoposti a procedura di rivascolarizzazione endovascolare (2001-2003). I pazienti sono stati sottoposti a valutazione clinica, a determinazione di parametri bioumorali di rischio cardiovascolare e ad accertamenti strumentali preliminari (eco-Doppler, angio-TC, angio-RMN) per l’indicazione all’intervento. Tutti i pazienti sono stati rivalutati clinicamente e con esame ultrasonografico a 1, 3 e 5 anni dalla procedura. Tra i principali fattori di rischio, particolare rilievo rivestono l’ipertensione (82,5%), la storia di tabagismo (75,7%), il diabete mellito (56,3%) e la dislipidemia (54,4%). Dei pazienti selezionati, all’ingresso nello studio il 34% era affetto da cardiopatia ischemica, il 34% era affetto da concomitante arteriopatia carotidea e il 44,7% da insufficienza renale cronica. Entro 5 anni dalla rivascolarizzazione, per 24 soggetti (23,3%) è stato necessario un secondo intervento sull’arto precedentemente trattato e per 24 soggetti (23,3%) sull’arto controlaterale. Quarantotto pazienti (46,6%) si sono mantenuti asintomatici per claudicatio. Nell’arco dei 5 anni di follow-up il 33% dei soggetti rivascolarizzati è stato colpito da eventi cardiovascolari maggiori (infarto miocardico acuto – IMA – e ictus ischemico). La mortalità globale per cause cardiovascolari nei 5 anni di follow- up è risultata essere del 25,3%, mentre quella per cause non vascolari dell’8,7%.
A 5 anni, nel gruppo dei diabetici (n = 58, 56,3%) l’incidenza di eventi cardiovascolari maggiori è risultata essere significati - vamente superiore rispetto ai non diabetici (41,4% vs 22,2%, p < 0,05). Anche la mortalità cardiovascolare è risultata essere più elevata (20,7%) rispetto a quella osservata nei non diabetici (11,1%, ns).
In conclusione, nella popolazione oggetto dello studio i dati di follow-up dimostrano come la sola rivascolarizzazione endoluminale sia stata in grado di indurre remissione completa della sintomatologia a 5 anni in poco meno del 50% dei pazienti, e che in oltre il 40% dei pazienti si sia reso necessario un secondo intervento di rivascolarizzazione entro 5 anni. I pazienti diabetici sono risultati quelli su cui grava il maggior rischio di incidenza di eventi cardiovascolari maggiori e di mortalità, oltre che di prevalenza di localizzazioni aterosclerotiche multidistrettuali. Nell’approccio terapeutico del paziente con arteriopatia periferica sintomatica si rivela imprescindibile la valutazione delle condizioni anatomofunzionali del circolo coronarico e carotideo e il trattamento aggressivo dei fattori di rischio cardiovascolare.

Parole chiave: arteriopatia periferica, diabete mellito, rischio cardiovascolare, rivascolarizzazione endovascolare

SUMMARY
Percutaneous transluminal angioplasty in diabetic and non diabetic peripheral artery disease: results of a 5 year follow-up study.
The aim of our study was to determine the prevalence of risk factors, comorbidity and clinical long-term (5 years) outcomes in a selected population of diabetic and non diabetic patients with symptomatic PAD (stage IIb-IV) candidate to endovascular revascularization with percutaneous angioplasty (PTA). We report data related to 103 patients (57 M, 46 F, aged 70.1 ± 7.2), with symptomatic PAD confirmed by clinical and diagnostic tests who underwent endovascular revascularization with PTA (2001-2003). All patients underwent clinical evaluation, determination of biohumoral cardiovascular risk factors and preliminary diagnostic tests (ultrasonography, angio-CT, angio-NMR) before undergoing endovascular procedures. All patients were evaluated with ultrasonography and clinical follow-up 1, 3 and 5 years after PTA, respectively. On preliminary evaluation, the main risk factors were hypertension (82.5%), smoke (75.7%), diabetes (56.3%) and dyslipidemia (54.4%). At baseline 33% of selected patients presented coronary vascular disease, 34% carotid atherosclerosis and 44.7% chronic renal failure. Within 5 years follow-up 24 patients (23.3%) underwent a further revascularization on treated vascular axis, and 24 patients (23.3%) underwent revascularization on controlateral vascular axis. 48 patients (46.6%) remained asymptomatic after 5 years from revascularization. During 5 years follow-up new-diagnosed major cardiovascular events (MI and ischemic stroke) were reported in 34 patients with PAD (33%). Mortality rate for cardiovascular events was 25.3%, 8.7% for non-vascular events. The incidence of major cardiovascular events was significantly higher in diabetic (n = 58, 56.3%) vs non diabetic patients (41.4% vs 22.2%, p < 0.05). Furthermore, in the 5-years follow-up higher mortality rate was observed in diabetic (20.7%) vs non diabetic patients (11.1%, ns).
In conclusion, our long-term (5 years) follow-up data indicate a good rate of clinical success of endovascular revascularization in almost 50% of patients. In more than 40% of patients a second revascularization was indicated within 5 years. Diabetic patients are prone to higher risk of involvement of different vascular sites, new cardiovascular events and mortality. Efforts towards increasing awareness to assess morphofunctional conditions of coronary and carotid circulation, together with intensive treatment of the risk factors will help to reduce morbidity and mortality in diabetic patients with PAD.

Key words: peripheral arterial disease, diabetes mellitus, cardiovascular risk, endovascular revascularization

 

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