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Settembre 2008 Volume 28 Numero 3

Organizzazione dell’assistenza al diabete in gravidanza in Italia

L. Graziani

RIASSUNTO
Anche oggi, in presenza delle più sofisticate e recenti tecniche di rivascolarizzazione, il termine angioplastica mantiene ancora il suo pieno significato, in particolare per il trattamento di arteriopatia obliterante periferica nei diabetici. La più classica presentazione della malattia arteriosa nel diabete, nota come “macroangiopatia diabetica”, differisce in modo sostanziale dalla comune aterosclerosi, che in questa popolazione è prevalentemente riscontrabile nelle coronarie, carotidi e arterie iliaco-femorali. Inoltre, se nelle arterie coronariche le localizzazioni ateromasiche ostruttive sono per lo più focali e spesso interessanti un singolo vaso arterioso, nella classica presentazione della macroangiopatia diabetica responsabile di ischemia critica e ulcera ischemica, le lesioni sono per lo più diffuse, occlusive e con lunghezza frequentemente maggiore di 10 cm. La seconda caratteristica è la depressione dello sviluppo e formazione dei collaterali che richiede, nella maggior parte dei casi, il ristabilimento di flusso diretto al piede. I risultati del trattamento mediante angioplastica in diabetici portatori di ischemia critica e lesioni ulcerative, hanno dimostrato che il salvataggio d’arto a 5 anni è dell’88% con un’incidenza di amputazione maggiore che varia dall’1,6 al 4% considerando tutti i soggetti reclutati per lo studio14. Il processo decisionale circa la rivascolarizzazione del piede diabetico ischemico assume particolare importanza alla luce di risultati clinici sull’uso dell’angioplastica, allo scopo di evitare la perdita degli arti.
Parole chiave: diabete mellito, ischemia critica periferica, arteriopatia periferica, piede diabetico

SUMMARY
Transluminal angioplasty in the diabetic patient In the Stent age and particularly in its most evolved form, such as “drug-eluting”, it is always appropriate to talk about transluminal angioplasty. Indeed, even in presence of the most sophisticated and the newer revascularization techniques, the term angioplasty still maintains its full meaning, especially in the treatment of peripheral arterial disease in diabetics. And it is barely known by interventionalists of different extraction, but not by diabetologists, the most classic presentation of arterial disease in diabetics, known as “diabetic macroangiophaty” which differs substantially from the common atherosclerosis that in this population is mainly found in coronary carotid and iliac-femoral arteries. Furthermore, if in the coronary arteries the obstructions are mainly focal and often affecting a single artery, in case of diabetes with peripheral ischemia and foot ulcers, lesions are mostly diffuse, occlusive and frequently longer than 10 cm. The second characteristic of the diabetic population is the depressed development of collaterals formation therefore direct flow along the tibial and foot arteries is required. The results of the angioplasty treatment in diabetics with ischemic foot ulcers showed a 5-years limb-salvage rate of 88% with the major amputation rate varying from 1.6 to 4.0% considering all subjects included in the study14. The decision process about the ischemic diabetic foot revascularization is discussed, focusing on the possibility and clinical results of transluminal angioplasty and associated techniques in avoiding limb loss.
Key words: diabetes mellitus, critical limb ischemia, peripheral artery disease, diabetic foot

 

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