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Settembre 2007 Volume
27
Numero
3
Prevenzione della microalbuminuria nel diabete di tipo 2. La lezione dello studio BENEDICT
A. Corsi, A.R. Dodesini, G. Lepore, I. Nosari, R. Trevisan
RIASSUNTO
La nefropatia diabetica è la causa principale di insufficienza renale terminale
nel mondo occidentale e comporta un aumentato rischio di mortalità cardiovascolare.
Tra i fattori che predispongono allo sviluppo della nefropatia diabetica
i più importanti sono l’ipertensione e la proteinuria. Nelle fasi iniziali
della nefropatia, quando l’albuminuria è presente in minime quantità nelle
urine (microalbuminuria) e si assiste alla comparsa di ipertensione arteriosa,
la funzione renale è ancora normale e i pazienti possono rispondere bene
a una terapia di prevenzione. È ormai noto che la microalbuminuria predice
la comparsa di ipertensione, malattia cardiovascolare e di progressiva perdita
della funzione renale. La prevenzione della microalbuminuria pertanto può
ben essere considerata il primo mezzo per prevenire la nefropatia diabetica.
Lo studio BENEDICT (Bergamo Nephrologic Diabetes Complication Trial) è stato
uno studio prospettico, randomizzato, per gruppi paralleli che ha coinvolto
1204 pazienti con diabete di tipo 2 con lo scopo di verificare l’efficacia
di un trattamento basato su ACE-inibitore (trandolapril) o verapamil o la
combinazione di trandolapril-verapamil nei confronti di placebo nella prevenzione
della microalbuminuria in diabetici di tipo 2 ipertesi e con normale escrezione
di albumina. Lo studio ha dimostrato che la microalbuminuria può essere
prevenuta con la terapia a base di ACE-inibitore. L’effetto dell’ACE-inibizione
non era potenziato dal verapamil. Un’analisi a posteriore di tutti i dati
dei 1204 pazienti ha inoltre dimostrato che la diminuzione della pressione
arteriosa per sé, indipendentemente dal farmaco usato, ha un effetto benefico
nella prevenzione della comparsa di microalbuminuria. La terapia con ACE-inibitore
sembra avere un vantaggio ulteriore, in particolare nei pazienti con ipertensione
non ben controllata dalla terapia. L’evidente vantaggio dell’ACE-inibitore
nei confronti degli altri farmaci antipertensivi è dovuto a una più efficace
prevenzione della microalbuminuria, che è un fattore di rischio cardiovascolare
e di mortalità precoce nei diabetici di tipo 2.
Parole chiave: microalbuminuria, diabete di tipo 2, ipertensione
arteriosa, nefropatia diabetica, malattia cardiovascolare.
SUMMARY
Prevention of microalbuminuria in type 2 diabetes. The lesson from the BENEDICT
Study Diabetic nephropathy (DN) is the leading cause of end-stage renal
failure in Western countries and carries an increased riskfor cardiovascular
mortality. Studies have identified a number of factors that play a role
in the development of DN. Among them, hypertension and proteinuria are the
most important. In the early stages of DN, when albumin is present in the
urine in very low quantities (microalbuminuria) and an increase is seen
in blood pressure (BP), there is no loss of filtrate and patients respond
well to prophylactic measures. It now is widely appreciated that microalbuminuria
may portend serious future events, such as elevation of systemic arterial
pressure, cardiovascular disease, and progressive renal dysfunction. Prevention
of the onset of microalbuminuria, therefore, could be considered as the
primary means of preventing DN. The Bergamo Nephrologic Diabetes Complication
Trial (BENEDICT) was a prospective, randomized, double-blind, parallel-group
study including 1204 patients and was aimed at assessing the efficacy of
the angiotensin-converting enzyme (ACE) inhibitor trandolapril, the non-dihydropyridine
calcium channel blocker verapamil, and the trandolapril plus verapamil combination
as compared with placebo in prevention of microalbuminuria in hypertensive
patients with type 2 diabetes and normal urinary albumin excretion rate.
The BENEDICT study showed that DN can be prevented by ACE inhibitor therapy.
The beneficial effect of ACE inhibition is not enhanced by combined non-dihydropyridine
calcium channel blocker therapy. The post-hoc analysis of the BENEDICT study
showed that lowering BP itself, regardless of the agents used, has a salutary
effect on the risk for development of microalbuminuria in type 2 diabetes.
The use of an ACE inhibitor seems to have a further risk-reducing effect,
particularly when the BP is not very well controlled. Adequate control of
SBP was associated with a low risk for development of microalbuminuria,
regardless of treatment assignment. The apparent advantage of ACE inhibitors
over other agents includes a protective effect on the kidney against the
development of microalbuminuria, which is a major risk factor for cardiovascular
events and death in this population.
Key words: microalbuminuria, type 2 diabetes, blood pressure, diabetic
nephropathy, cardiovascular disease.