Archivio:
i fascicoli pubblicati dal 2000 ad oggi
giugno 2008 Volume
28
Numero
2
Centro di integrazione territoriale: da UOS di diabetologia a centro per la gestione della cronicità.
Progetto di ristrutturazione in una logica di percorso diagnostico terapeutico e di medicina centrata sulla persona
N. Musacchio, S. Cogliati, C. Errichelli, A. Giancaterini, A. Lovagnini-Scher, M. Lovisari, L. Pessina, R. Puggioni, G. Salis, V. Sangiorgio, F. Schivalocchi, G. Genduso
RIASSUNTO
Scopo del lavoro. Una criticità della gestione integrata (GI) è la
facilità di “perdere” i pazienti (pz) perché non riescono a muoversi
con disinvoltura in un sistema di appuntamenti più complesso
del solito e in qualche modo “perdono i contatti” con la struttura.
Abbiamo identificato come correttivo: processi di empowerment
del pz fino a un coinvolgimento nella governance, organizzare
modalità diverse di accesso al centro gestite dal team in
modo parallelo agli ambulatori con compiti di supporto e controllo
al sistema.
Metodi. La nostra Unità ha un team dedicato (3 medici, 2 infermieri,
1 dietista) e ci siamo riorganizzati identificando due processi
principali. 1) Processo clinico: obiettivo è l’ottimizzazione
dei parametri metabolici e la prevenzione delle complicanze
(responsabili i medici e coinvolto il personale paramedico).
Attività: visita, consulenze medici di Medicina Generale (MMG)
per problemi acuti, terapie particolari (tipo 1, schema multiiniettivo,
microinfusori), ambulatorio podologico. 2) Processo assistenziale:
obiettivo è l’autonomizzazione del pz (responsabile il
personale sanitario non medico e coinvolti i medici). Attività: dietologia,
ambulatorio devices e di GI (valutazione esami intermedi),
corsi di educazione terapeutica strutturata (ETS, piede,
dieta, conta dei carboidrati, autocontrollo, prevenzione complicanze),
educazione individuale. I due processi vengono attivati
autonomamente e si embricano secondo necessità per ottimizzare
interventi e risorse.
Risultati. Dei 1865 pz attivi, 1089 sono in GI secondo il “nostro
modello”. I MMG sono soddisfatti e vivono i percorsi assistenziali
come un ulteriore supporto specialistico al loro operato. La GI
permette, rispetto a protocolli classici, un risparmio del 105%
del tempo medico che può essere utilizzato per pz più complessi
e/o per prendere in carico un maggior numero di pz. Gli indicatori principali di esito intermedio dimostrano la buona efficacia
clinica. Media dei valori del gruppo in GI: HbA1c = 6,8%; glicemia
basale = 134 mg/dl; glicemia post-prandiale = 129 mg/dl;
LDL = 108 mg/dl (standard ADA richiesti rispettivamente < 7%;
< 130 mg/dl; < 180 mg/dl; < 100 mg/dl).
Conclusioni. I protocolli di GI, che certamente sono strumento
di buona pratica clinica, per funzionare bene hanno la necessità
del coinvolgimento di tutte le figure del team e soprattutto del
coinvolgimento attivo del pz. In particolare, l’implementazione di
modelli organizzativi che lasciano ampio spazio a queste attività
complementari (team e pz) sembra rendere i protocolli di GI particolarmente
auspicabili per efficacia, efficienza e flessibilità.
Parole chiave: diabete mellito, percorso diagnostico
terapeutico assistenziale, gestione integrata
SUMMARY
Unit of territorial integration: from the unit of diabetology to a unit
for the care of chronicity. Restructuring project according to a logic
of clinical pathways and of a medicine centred upon the person
Aim of the study. A critical problem of the integrated care is the
“losing” patients because of their lack of confidence in handling
a system of appointments which is more demanding than usual.
This results also in the patients sacrificing their connections to
the structure. Therefore, we have identified several adjustments:
Empowerment processes of the patient including its “governance”,
organize several methods to access the unit which are run
by the team (along with the outpatient’s department), whose
responsibility is that of supporting and controlling the system.
Methods. Our unit has a committed team of 3 doctors, 2 nurses
and a dietician. We have reorganized identifying two main
processes:1) Clinical process: the goal is the optimization of the
metabolic indicators and the prevention of complications (doctors
are in charge and the paramedical staff is involved). Activity:
medical examination, general practitioner (GP) advice for important
problems, special therapies (type 1, CSII, IT), outpatient’s
department of foot care. 2) Assistance process: the goal is the
independence of the patient (the sanitary non-medical staff is in
charge and the doctors are involved). Activity: dietetics, outpatient
department’s devices and of integrated care (intermediate
exam evaluation), ETS courses (foot, diet, counting of carbohydrates,
self-control, how to prevent complications), individual
education. The two processes are started independently and
they imbricate in order to optimize resources and interventions.
Results. Of the 1865 patients, 1089 are in integrated care
according to “our model”. The GP are satisfied and live the clinical
pathways as a further help to their work. The integrated
care allows to save more medical time when compared to the
classic protocols, a save of 105%. This medical time can therefore
be dedicated to more complex patients and/or to have a
larger number of patients. The main indicators of the intermediate
results prove its good clinical effectiveness. The average of
the group values in integrated care are: HbA1c = 6,8%; basal
glycemia = 134 mg/dl; post-prandial glycemia = 129 mg/dl; LDL
= 108 mg/dl (standard ADA requested: < 7%; < 130 mg/dl;
< 180 mg/dl; < 100 mg/dl).
Conclusions. The integrated care protocols, that definitely are
means of good-practice, in order to function correctly they require
an involvement of all the members of the team and most
importantly of the active participation of patients. In particular, the
layout of organizational models that leave space to these complementary
activities seems to make the protocols of integrated
care desired for their efficiency, effectiveness and flexibility.
Key words: diabetes mellitus, clinical pathways,
integrated care