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marzo 2007 Volume
27
Numero
1
L’utilità dell’oral glucose tolerance test nella diagnosi di diabete mellito
P. Marzo, A.E. Malavazos, B. Ambrosi
RIASSUNTO
I criteri diagnostici per il diabete mellito introdotti dall’American
Diabetes Association (ADA) nel 1997 e basati sulla determinazione
della sola glicemia plasmatica a digiuno hanno modificato
la prevalenza di diabete e “stato pre-diabetico” rispetto ai criteri
diagnostici precedentemente adottati, basati sull’oral glucose
tolerance test (OGTT).
Negli anni successivi numerosi studi hanno concordemente
segnalato come, basandosi sulla sola glicemia basale, si sottostimi
la prevalenza del diabete, in modo anche rilevante.
Parallelamente è stato evidenziato come le due classi di “stato
pre-diabetico” definite in base alla glicemia a digiuno, impaired
fasting glucose (IFG) e in base all’OGTT, impaired glucose tolerance
(IGT) non fossero sovrapponibili, risultando quest’ultima più
sensibile nel predire la progressione verso il diabete conclamato,
la mortalità generale e quella da patologia cardiovascolare.
Tutte queste evidenze hanno portato nel novembre del 2003
l’ADA a ridefinire i criteri diagnostici già formulati nel 1997,
abbassando da 110 a 100 mg/dl la soglia della glicemia basale
al di sotto della quale la tolleranza glucidica deve essere considerata
normale, inserendo in tal modo nella categoria dello
“stato pre-diabetico” alcuni milioni di soggetti in più, prima considerati
sani.
Resta comunque aperto il problema della sottostima della prevalenza
del diabete conclamato, visto che l’ADA, dopo il 1997,
non ha modificato la soglia della glicemia basale per porre diagnosi
di diabete mellito.
L’OGTT mantiene ancora la sua utilità nella diagnosi di diabete
mellito, poiché ha chiaramente dimostrato nella maggior parte
degli studi clinici una maggiore sensibilità diagnostica rispetto al
criterio della glicemia a digiuno.
Parole chiave: diabete mellito, stato pre-diabetico,oral glucose tolerance test (OGTT), impaired glucose
tolerance (IGT), impaired fasting glucose (IFG)
SUMMARY
Usefulness of oral glucose tolerance test in the diagnosis of type 2 diabetes
mellitus Diagnostic criteria for diabetes mellitus from fasting glycemia
introduced on 1997 by the American Diabetes Association (ADA) modified the
prevalence of diabetes, as well as that of prediabetes which were previously based on the oral glucose
tolerance test (OGTT).
In the following years a lot of trials agreed in demonstrating that
the only baseline blood glucose would result in underestimation
of diabetes, even in a relevant manner.
At the same time the two classes defined as “impaired fasting glucose”
(IFG) by means of fasting glycemia and as “impaired glucose
tolerance” (IGT) by OGTT proved to not overlap. IGT was
more sensitive in predicting the appearance of diabetes, the overall
mortality from any cause and that due to cardiovascular disease.
All the above mentioned evidences led the ADA to modify on
2003 the previously suggested diagnostic criteria. The cut-off
value of baseline glycemia was lowered from 110 to 100 mg/dl
and the values under 100 mg/dl are to be considered as normal.
However this caused the inclusion in prediabetes millions of subjects
who were considered healthy by the previous classification.
An open problem is the underestimation of the prevalence of
diabetes, as after 1997 ADA did not modify the baseline
glycemic cut-off level.
Up to now the OGTT maintains its usefulness in the diagnosis of
diabetes mellitus, as a higher diagnostic sensitivity when compared
to fasting glycemia has been clearly demonstrated.